PAGINE DAL BOSCO
Circolo letterario di Casicna Rapello
SABATO 18 APRILE 2026
a Cascina Rapello (Airuno, LC)
Incontro l’antropologo Davide Biffi sul tema delle migrazioni.
A seguire cena conviviale.
PROGRAMMA
17:30 – Accoglienza a Cascina Rapello
17:45 – 19:00 – Incontro con l’autore:
DAVIDE BIFFI presenta Autoetnografia dell’accoglienza. Lavorare nei servizi per richiedenti asilo e rifugiati (Edizioni Junior, 2025)
dalle 19:00 – Cena con prodotti stagionali e locali
menu in definizione
INFO E PRENOTAZIONI
La partecipazione all’incontro è gratuita.
Per la cena è richiesto un contributo a partire da 20 euro che comprende il menu e un calice di vino o un bicchiere di succo.
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
Cascina Rapello non è direttamente raggiungibile in auto: consigliamo di lasciare l’auto in piazza Resegone o piazza Roma ad Aizurro e di proseguire nel bosco con una breve passeggiata (circa 10 minuti).
Per qualsiasi dubbio o necessità, scrivere a info@liberisogni.org
AUTORE
Davide Biffi

Educatore e antropologo, da oltre 10 anni lavora nel settore delle migrazioni forzate tra le province di Milano, Monza e Lecco.
La sua esperienza comincia nel 2011, l’anno delle “Primavere Arabe” in cui migliaia di persone raggiunsero l’Europa e l’Italia creò i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) per accogliere quanti arrivarono. Proprio in un CAS iniziò la sua carriera come operatore-ricercatore.
Nel 2021 ha terminato un Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
LIBRO
AUTO-ETNOGRAFIA DELL’ACCOGLIENZA. Lavorare nei servizi per richiedenti asilo e rifugiati

In questo libro Biffi descrive il lavoro con richiedenti asilo e rifugiati mostrando la concretizzazione quotidiana delle politiche caratterizzate da controllo, esclusione, abbandono, discrezionalità e accoglienza, professionalità, militanza, cura.
Quello che emerge è un sistema che favorisce a intermittenza l’inclusione, la marginalizzazione, l’abbandono. Utilizzando l’etnografia dei campi di lavoro attraversati negli anni, l’autore dialoga con l’antropologia medica, l’etnopsichiatria, l’antropologia politica.
Il risultato è un’etnografia delle migrazioni e dello Stato, intrecciando la riflessione alle questioni politiche ed etiche sul ruolo pubblico e politico degli antropologi.

